Comprendere l’avversario di Poker Texas Hold’em

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Ogni volta che ti siedi ad un tavolo da poker, sia esso virtuale o quello di un casinò, dovresti sempre cercare di ragionare ad un livello superiore dei tuoi avversari.
Paul Jackson da un’ occhiata giù alle sue carte

6s 5d

e completa dallo small blind per 24.000 chips. Giusto qualche istante e Phil Ivey decide di rilanciare fino a 74.000 il suo

Qh 8h

Jackson con uno stack di circa 1.000.000 di chips, ¼ di quelle del suo avversario, chiama.
Flop:

7c Jc Jh- pot(176000)

Parola ad Ivey che subito punta 80.000 chips e come spesso gli accade inizia a fissare il vuoto. Ancor più pronta è la reazione di Jackson che interpreta la continuation bet del suo avversario come una debolezza e rilancia fino a 170.000.
Ma attenzione perchè sta per accadere qualcosa alla quale gran parte dei giocatori di poker non è abituata. Proprio quando diventerebbe facile e scontato per chiunque abbandonare la mano, Ivey decide di 3bettare a 320.000 il suo Q8.

Jackson sembra oramai spacciato ma ha ancora 700.000 chips, abbastanza secondo lui per un ultimo tentativo.

4betta il minimo a 470.000 per un rilancio che gli permetterebbe di prendere il piatto oppure di vedere compromesso inevitabilmente il torneo nel caso Ivey si accorgesse del suo bluff.
Nascosto e immobile dietro i suoi occhiali neri aspetta la contromossa di Phil i cui occhi iniziano a muoversi velocemente da destra a sinistra poi in basso poi di nuovo da sinistra a destra sempre più rapidamente.

Stà richiamando ed analizzando nella sua mente tutte le informazioni a sua disposizione. Cosa pensa che io penso che lui pensa che io abbia? Non so proprio quanto profondamente si sia spinto Ivey ad analizzare quella situazione ma di sicuro è andato leggermente più oltre di Jackson, quel tanto che gli è bastato per decidere di andare all-in e prendersi un piatto decisivo in una delle mani più spettacolari mai viste prima.

La mano appena raccontata è stata giocata nell’ heads up finale del Monte Carlo Millions del 2005 poi vinto proprio da Phil Ivey che si è aggiudicato la fetta più grossa del montepremi pari ad 1.000.000 di $.

Il poker è un gioco di informazioni e per essere vincenti diventa fondamentale coglierne il più possibile durante la partita ed essere poi in grado di interpretarle al meglio così da poter prendere ogni volta la decisione più corretta.

Ogni giocatore di Poker CLUB Totosì è in grado di pensare in maniera più o meno profonda in base alla sua esperienza e alla sua abilità e per batterlo dobbiamo essere in grado di capire esattamente a quale livello ragiona o rischiamo di interpretare in maniera sbagliata le informazioni che ci da attraverso il suo modo di giocare.

I livelli di pensiero:

Livello 0: a questo livello troviamo i giocatori più inesperti, quelli che non hanno la più pallida idea di cosa stiano facendo e che probabilmente non conoscono bene neanche il regolamento oppure giocano ubriachi.

Livello 1: i giocatori che pensano al livello 1 hanno una buona conoscenza del regolamento e della forza delle mani ma non riescono ad andare oltre la sola considerazione delle proprie carte restando quindi molto vulnerabili.

Livello 2: in questa categoria ricade la maggioranza dei giocatori cioè quelli che hanno una discreta esperienza di gioco e oltre ad essere consapevoli della forza della propria mano cercano anche di capire cosa hanno in mano i loro avversari.

Livello 3: questi giocatori oltre ad aver sempre un’ idea di quali carte l’avversario può avere in mano, considerano anche quello che quest’ultimo pensa che loro abbiano. Essere in grado di analizzare il gioco a questo livello significa già essere dei buoni giocatori, quasi sicuramente vincenti in partite di medio livello.

Livello 4: un giocatore di questo tipo è sicuramente un avversario poco gradito al tavolo perchè in grado di star sempre un passo avanti nei ragionamenti rispetto alla stragrande maggioranza dei giocatori. Per intenderci appartiene a questa categoria il giocatore in grado di 3bettare con il nulla un tuo rilancio solo perchè si è accorto che ti sei accorto che stava bluffando.

Livello 5: chi è in grado di arrivare ad una profondità di pensiero tale da poter battere un giocatore di livello 4, se non lo è già, ha sicuramente la stoffa per diventare un professionista. Uno scontro tra due giocatori con queste caratteristiche sarebbe un’ entusiasmante guerra psicologica durante la quale le carte non contano quasi più nulla.

E’ fondamentale capire che per ottenere i massimi profitti dovremo sempre cercare di pensare ad un solo livello superiore rispetto a quello del nostro avversario,  nè uno di più nè uno di meno.

Per esempio contro un giocatore poco esperto che si limita chiaramente a considerare la sola forza delle proprie carte, pensare contemporaneamente alla nostra mano e a cosa può avere il nostro avversario sarà ampiamente sufficiente per effettuare giocate profittevoli contro di lui. Rischieremmo invece di fare scelte completamente errate se provassimo a giustificare le sue giocate in funzione di quello che lui pensa che noi abbiamo.

Per esempio immaginiamo la seguente situazione: heads up,  Sit’n Go, bui 10/20, 1500 chips a testa e una decina di mani giocate durante le quali abbiamo catalogato il nostro avversario come in grado di pensare al livello 2.
Dallo Small Blind rilancia fino a 60 e voi con

6s 7s

decidete di 3bettare fino a 200 pensando bene di confondere la percezione che lui ha del vostro range.
L’ avversario chiama e al flop scende

As 9s 3c

Data l’azione che c’era stata preflop pensiamo di avere ottime possibilità di portar via il piatto subito e decidiamo di puntare 320 in semi-bluff. L’ avversario chiama e al turn scende

8h

tocca ancora a noi.
A questo punto decidiamo di continuare in maniera aggressiva pensiamo che il nostro avversario debba per forza darci un minimo di credibilità ed ora abbiamo anche una scala aperta.

Il piatto è 1000 e puntiamo le 1000 chips che ci rimangono. Veniamo chiamati anche questa volta e al river scende un innocuo

4c

Il nostro avversario vince il piatto con

Ac 2h

e solo ora ci rendiamo conto di aver davanti un mediocre giocatore di livello 1. Il nostro principale errore è stato quello di sopravvalutarlo impostando poi tutti i nostri ragionamenti sull’immagine che noi credevamo di aver dato ma che l’ altro giocatore evidentemente ignorava, confidando in una fold equity che soprattutto al turn oramai non avevamo più.

Contro un avversario del genere avremmo dovuto aspettare di essere abbastanza forti per uno showdown e portategli via tutte le chips che aveva davanti. Avremmo semplicemente dovuto outplayarlo.

Infine è bene ricordare che tutti i giocatori indistintamente partono dal livello 0 e progrediscono col tempo e con l’ esperienza ai livelli successivi senza mai saltarne uno. Alcuni arriveranno al 4, altri addirittura oltre, e forse qualcuno non sarà mai in grado di padroneggiare completamente il terzo. L’ unico modo per imparare ad analizzare sempre più profondamente ogni situazione è quello di giocare e rigiocare cercando di riguardare le proprie giocate in maniera più obiettiva possibile perchè senza riconoscere i propri errori non può migliorare.

Attenzione ancora! Se pensando al livello 2 concludete che il vostro avversario stia bluffando chiamate la sua puntata al river e questo vi gira il nuts, chiedetevi sempre se per caso non sia lui a pensare in maniera leggermente più profonda rispetto a voi.